Dicono di noi

Nella fitta mappa della Toscana coreografica, il territorio senese sta esprimendo con forza un’attività produttiva fino a qualche tempo fa inimmaginabile. Merito va a chi, come le sorelle Simona e Rosanna Cieri di MOTUS danza, da molti anni si impegna con passione a imporre un’idea di spettacolo di danza che superi gli antichi e rassicuranti confini del genere di intrattenimento […] con impegno caparbio, determinazione e dedizione nel (di)mostrare che la danza è un’arte “traumatica” che indaga e può interpretare anche problematiche forti e talvolta difficili, perché difficile è la vita.
Con un vocabolario coreografico chiaro e articolato, nutrito del linguaggio classico, amalgamato ad influenze contemporanee, MOTUS declina una scomoda e “scorticata” commedia umana.
E’ stato detto: L’arte deve essere scomoda. Queste autrici senesi sembrano mostrarci che oramai, anche nella danza, non può essere che così.

Silvia Poletti

CORRIERE DI SIENA (30 Novembre 2006)

” CONFINI il nuovissimo lavoro di Motus danza …. un lavoro forte, di grande denuncia in cui la Palestina, il Kurdistan o la Cecenia, assurgono a simbolo per tutti quei popoli cui viene negato un luogo di esistenza……. Il risultato è di grande impatto visivo e la qualità particolarmente elevata…”

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LA PROVINCIA DI VARESE (21 Novembre 2006)

” La forza di Motus danza si individua nettamente nell’abilità di potersi vezzosamente definire ‘engagé’, cioè impegnata sul piano etico e morale, senza annoiare ne’ tantomeno virare nella tragedia: non è un caso che AQVA abbia vinto il premio internazionale Teatarfest 2006. Nel vocabolario delle sorelle Rosanna e Simona Cieri contestare significa far diventare arte […]

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VARESENEWS (22 Ottobre 2006)

L’operazione affrontata dalla Compagnia Motus danza non era delle più semplici… affrontare il problema dello spreco della risorsa per noi più cara, l’acqua… l’esperimento è riuscito, raggiungendo picchi di forte emotività

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CORRIERE DI SIENA (23 Agosto 2006)

Garibaldi fu ferito ……………… E’ un viaggio attreverso la tradizione musicale popolare italiana, legata alle mille culture regionali e provinciali, spesso espressione delle classi subalterne, di cui testimonia sentimenti, aspirazioni e lotte. In questo percorso i confini geografici diventano confini culturali che perdurano nel tempo. Come dire che, nella musica popolarte, l’unità d’Italia non si […]

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IL FRIULI (7 Luglio 2006)

“….L’arte ha una funzione etica perché è in grado di dire qualcosa alla vita di tutti i giorni. Con l’impegnativo spettacolo AQVA di MOTUS danza il tema dell’acqua risuona per via di corpi, parole e immagini…Il lirismo, la magia e la bellezza dell’elemento che dona la vita e della spettacolarità dell’intera rassegna (n.d.r. Maravee H2O) […]

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Comunicato stampa TEATARFEST (Maggio 2006)

“MOTUS danza, compagnia senese diretta da Simona Cieri e residente presso il Teatro Comunale dei Rinnovati di Siena, ha vinto il Premio Internazionale TEATARFEST 2006 con lo spettacolo AQVA, un lavoro multimediale di video e danza che affronta il problema delle risorse idriche. Lo spettacolo è stato prodotto con il contributo della Regione Toscana e […]

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SIPARIO (Aprile 2006)

“… AQVA è un lavoro multimediale di grande impatto che associa la danza alla comunicazione per immagini, in una continua interazione dei linguaggi che diverte e fa riflettere. Come di consueto, i MOTUS hanno la forza di reinventarsi attraverso l’uso di nuovi mezzi espressivi, senza dimenticare l’impegno che li contraddistingue e che ne fa una […]

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IL BIELLESE (14 Febbraio 2006)

In scena, entrati uno alla volta, otto bravissimi interpreti in abiti dai toni bianco-azzurri. Accompagnati da musiche tematicamente adeguate hanno dato vita a uno spettacolo di danza tra classico e moderno, dal forte pathos interpretativo. Allegria e disperazione, spensieratezza e monelleria, gioia e schiavitù. Tanti gli stati d’animo, le emozioni rappresentate attraverso il ballo.

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LA STAMPA (9 Febbraio 2006)

“I Vicini di Casa”… un armonico connubio tra danza e letteratura, tra parola e gesto, per raccontare il viaggio di un gruppo di strani personaggi verso il paese della speranza. Come avviene in ogni produzione della compagnia senese, la creazionbe artistica si trasforma in un mezzo per trasmettere un messaggio sociale.

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