Gli stereotipi sono come l’acqua per i pesci: proprio perché ci circondano e sono ovunque, non li vediamo più. (Foster Wallace)

Stereotipi. Figure rigide, prefissate, di ciò che crediamo di sapere, o che portiamo dentro.
Preconcetti e luoghi comuni che si alimentano di ignoranza, paura e abitudine.
Non è facile abbandonare la comodità delle false certezze per la scomodità di uno spazio vuoto da riempire con le idee di tutti. Ma cosa accadrebbe se ci arrendessimo al dubbio e ci facessimo pervadere da un’insaziabile curiosità per tutto quanto non è come noi ce lo prefiguriamo?
E se rovesciando la prospettiva, ci accorgessimo che il termine “stereo”, oltre che stabile, solido, resistente, vuol dire anche spaziale, o addirittura tridimensionale?
Forse allora, in questo mondo utopico ma non impossibile, le onde molteplici e diverse prodotte liberamente da ciascuno potrebbero invadere lo spazio muovendosi in un’unica avvolgente armonia.
E come per magia tutto muterebbe solo in musica, musica nuda.
| Coreografie | Simona Cieri |
| Soggetto | Rosanna Cieri |
| Musica originale | MUSICA NUDA Petra Magoni e Ferruccio Spinetti |
| Costumi | Marco Caboni |
| Danzatori | Veronica Abate, Martina Agricoli, Andrè Alma, Maurizio Cannalire, Simona Gori |
| Regia | Rosanna e Simona Cieri |









